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Una promozione cercata e condivisa

Dalla sala pesi al campo: abbiamo fatto qualche domanda a Giorgio Bissoli, Strength & Conditioning Coach di Move Your Body sulla stagione alla Volley Millenium Brescia

Giorgio è il il preparatore fisico che ha seguito la squadra in questa intensa stagione di pallavolo.

 


 

Giorgio, quali erano gli obiettivi della stagione e come li hai vissuti nel tuo ruolo di preparatore?

 

“Gli obiettivi della società ad inizio stagione erano quelli di raggiungere il miglior piazzamento possibile, provando, se ci fosse stata la possibilità, a centrare la promozione. La squadra era stata attrezzata per fare un campionato di vertice, ma con la consapevolezza di dover affrontare team di primo livello con roster molto competitivi — Talmassons, Roma, Trento — e realtà ben organizzate e ostiche come Futura Volley, Altafratte e Costa Volpino.

Dal punto di vista del mio ruolo, questo significava preparare le giocatrici a una stagione lunga, fatta di match ad alta intensità, con scambi lunghi e un elevato numero di salti. Il lavoro era trovare il giusto equilibrio: dare la dose corretta di allenamento di forza per mantenere l’alto livello di performance la domenica, senza eccedere nel volume e compromettere la freschezza durante gli allenamenti.”

 


 

Quali indicatori ti hanno fatto capire, settimana dopo settimana, che stavate andando nella direzione giusta?

“Credo che l’indicatore principale sia stata la coesione del gruppo.

Chi fa sport di squadra sa quanto l’unità non sia propriamente necessaria, ma può essere un importante catalizzatore di risultati. In campo si è visto, soprattutto nelle partite chiave, che ognuna era pronta a ‘morire’ per l’altra — e questo facilita molto le cose.”

 


 

C’è un episodio legato alla preparazione atletica che per te è stato particolarmente significativo?

“Le ragazze sono state fantastiche per tutto l’anno perché hanno portato determinazione, costanza e metodo non solo in campo, ma anche in sala pesi. Io credo che un gruppo di valore lo si veda non tanto da come vince, ma da come reagisce a una sconfitta: è facile essere motivati quando le cose vanno bene, ma loro sono riuscite a rimanere focalizzate sul lavoro e a mettere qualità anche quando la stagione stava per prendere una brutta piega.

Il momento chiave, per quello che riguarda il mio campo, è stato vedere le giocatrici il martedì in sala pesi dopo le sconfitte: si trasmettevano energia e motivazione, si incitavano durante la seduta a spingere di più, a superare i loro limiti. Ecco, quello per me è stato il segnale più bello di tutta la stagione.”

 


 

Quali sono i tuoi “pillar” nella preparazione di una squadra come questa?

“Credo molto nella condivisione dell’obiettivo e, soprattutto, del percorso per raggiungerlo. Ho avuto la fortuna, negli anni, di seguire preparatori che cercavano di parlare molto con i giocatori per instaurare un rapporto umano e di fiducia, e ho capito che un lavoro di qualità passa molto da quest’aspetto.

Personalmente non sono ‘esercizio-dipendente’: cerco, nei limiti del buon senso e dell’obiettivo da raggiungere, di somministrare esercizi condivisi con l’atleta. Un giocatore che si sente a suo agio con quello che esegue è sicuramente più propenso a farlo con qualità e alta intensità. Da lì, cerco sempre di adattare i lavori in base al ruolo e allo stato fisico giornaliero dell’atleta, per non sovraccaricarlo ulteriormente ma mantenendo, durante la stagione, i livelli di forza richiesti dalla posizione in campo.”

 


 

Durante l’anno hai dovuto adattare o modificare qualcosa?

“Sì, il lavoro del preparatore è un continuo adattamento a quello che succede in campo. Si spera sempre che la stagione vada al meglio, ma alla fine quello che metti su carta a inizio anno molto probabilmente verrà cambiato: richieste fisiche specifiche, eventi improvvisi, imprevisti di ogni tipo. Bisogna essere bravi e pronti a cogliere i segnali e modificare il lavoro in corsa per evitare situazioni di sovraccarico.

Nel mio caso, a inizio stagione ho avuto qualche problema di troppo con sovraccarichi ai quadricipiti. Ma anche grazie al confronto con il mio assistente Eugenio, la fisioterapista Sara e il resto dello staff tecnico, siamo riusciti a correggere il tiro e invertire la rotta.

E qui voglio aggiungere una cosa: il risultato sportivo è molto spesso figlio della buona collaborazione tra persone. Se c’è coesione e dialogo tra staff e gruppo squadra, si possono raggiungere obiettivi importanti.

 

“In questo senso voglio ringraziare anche i miei colleghi di MYB per essere sempre disponibili al confronto e allo scambio di idee, soprattutto quando ne ho avuto più bisogno.”

 


 

Qualche info aggiuntiva su Giorgio!

Giorgio Bissoli è laureato in Scienze dello Sport e della Preparazione Fisica. Nel suo curriculum spiccano esperienze di alto livello: assistente preparatore fisico del Verona Volley e della Nazionale di pallavolo della Slovenia Maschile, preparatore fisico del Millenium Valsabbina Brescia Volley e della Nazionale del Messico Femminile. 

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